“la coscienza” è un blog, una conversazione amichevole con esperienze, osservazioni e suggerimenti utili che diventa per tutti una candela accesa nei momenti di buio
mercoledì 14 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
Testimonianza da far tremare i polsi
Gianna Jessen è nata a Los Angeles in una clinica per aborti legata alla associazione Planned Parenthood. La clinica aveva consigliato alla madre di Gianna, giunta alle fine del sesto mese di gravidanza, di abortire con aborto salino, una tecnica abortista usata prevalentemente dopo il terzo trimestre. Essa consiste nell'iniettare nell'utero una soluzione salina che corrode il feto e porta alla sua morte, dovuta, tra l'altro, all'alterazione delle funzioni della placenta. In seguito, a causa delle contrazioni uterine, il feto viene espulso morto entro le seguenti 24 ore.
Nel caso di Gianna, la tecnica non funzionò e la bambina nacque viva, dopo 18 ore. Gianna venne trasferita in ospedale e riuscì a sopravvivere, nonostante pesasse solo nove etti; tuttavia la carenza di ossigeno causata dall'aborto le ha procurato una paralisi cerebrale e muscolare. Nonostante la paralisi cerebrale Gianna Jessen imparò a camminare con tutore all'età di 3 anni.
La bambina fu adottata a tre anni. A vent'anni, grazie alle cure mediche e alla fisioterapia, riuscì a ottenere la capacità di camminare senza tutore, seppure con notevoli difficoltà.
Nonostante la grave paralisi cerebrale, Gianna è sempre stata molto attiva nei movimenti che si oppongono all'aborto e ha raccontato la sua storia al Congresso degli Stati Uniti d'America e alla Camera dei Comuni del Regno Unito.
Il suo caso è divenuto noto quando, in occasione del novantesimo anniversario dalla fondazione dell'associazione abortista Planned Parenthood, celebrata dal Senato del Colorado, il senatore Ted Harvey invitò Gianna a raccontare la sua storia ai membri del Senato. Inoltre, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'aborto, nel 2006 è riuscita a partecipare e a completare la maratona di Londra, nonostante la difficoltà a correre.
Nel 1999 è uscita una sua biografia, curata dall'autrice statunitense Jessica Shaver.
venerdì 24 febbraio 2012
La Storia del Mondo e le Piramidi Bosniache
mercoledì 22 febbraio 2012
UN DONO PER L'UMANITA'
L'autore di questo Video è l'ex Proprietario dei Rock Cafè, Precisamente Isaac Tigrett. Dopo Aver Venduto la sua attività, donò la meta del ricavato all'organizzazione Sai Baba per Costruire un' ospedale gratuito a Puttaparthi. Per molti anni rimase vicino Al suo Maestro fino alla dipartita dello Stesso avvenuta il 24 Aprile del 2011. Il video descrive una parte del progetto di come dovrebbero Vivere le comunita nella Prossima era, Il Progetto è stato dettato dal suo Maestro durante i numerosi incontri avvenuti nell'Ashram di Puttaparthi.
Seguiranno altri video sullo sviluppo del progetto, lo scopo è di divulgarlo all'intera umanità.
mercoledì 15 febbraio 2012
CIBO PER LA VITA
di VALDO VACCARO
http://valdovaccaro.blogspot.com
(La via ippocratica e pitagorica verso la conoscenza del cibo per la salute del sistema mente-corpo-spirito, della Madre Terra e di tutte le sue creature)
(Conferenza di Spinea-Venezia dell’11/2/12 al Teatro Sala Barbazza)
IL LEONE DI SAN MARCO E IL GELO
Sul muro esterno della mia casa paterna, una delle più antiche della borgata di Tavagnacco, 10 km a nord di Udine, c’è uno stemma seicentesco che raffigura il Leone di San Marco. Era forse destino che facessi un po’ il Marco Polo per l’Asia e che sposassi pure una ragazza cinese. Un saluto alla grande Venezia, al Veneto e a voi tutti, gentile pubblico indomito ed infreddolito. Ci sono alcune seggiole vuote, ma siete sempre quasi duecento persone motivate. Non è uno scherzo muoversi di notte con l’umidità, il vento, il gelo e il rischio neve, e per ascoltare poi una predica.
LA PREDICA SUL CIBO E SUL COMPORTAMENTO
Una predica su quelle cose intime e personali che non vorremmo mai fossero messe in discussione, cioè il cibo e il comportamento. Una predica sul cibo, e per giunta contro le luganeghe e i crostoli in tempo di Carnevale. Una predica contro le frittelle, contro la polenta e baccalà, contro la polenta e osei, contro il grappino e il caffè, contro il prosecco e il digestivo.
LINO TOFFOLO E I FRATI TRAPPISTI
“Premesso che parlar male del vino suona già di provocazione, manca solo tirar via l’orgasmo e la fica, e poi chiudiamo baracca e burattini”, commenterebbe il gran mattacchione Lino Toffolo. Un saio marrone, un cilicio e via tutti dai frati. Non da quelli normali alla San Francesco, ma dai frati trappisti. Quelli che, anziché salutarsi con un “Ciao come stai” si dicono “Dobbiamo morire”, aspettando poi di ritorno non un “Salve” o un “A presto”, ma un “Morire dobbiamo”. Consolatevi, potrei anche chiudere un occhio sul frico e polenta, e persino su mezzo bicchiere di vino brulé, col ghiaccio che impera.
ATTIVISMO SOLLECITATO
So che tra voi ci sono alcuni artisti, come artisti sono gli organizzatori della serata, Wilde e Fabio, ai quali va il mio ringraziamento. In verità non sono un soggetto da palcoscenico, non sono disinibito ed esibizionista. Preferisco la calma, la riflessione, la solitudine tra i boschi. Fossi cantante-poeta sarei caratterialmente un tipo schivo e riservato alla Lucio Battisti, che si presentava al pubblico una volta ogni tre anni. Il mio intenso attivismo, fatto di conferenze e di articoli e tesine quotidiane firmate non è grafomania, ambizione o culto della personalità, ma è un meccanismo innescato da una marea di stimoli, di sollecitazioni, di messaggi che mi arrivano dal pubblico, da gente come voi qui presenti stasera.
IL TEMPO E’ UN CAPITALE DA NON SCIUPARE
Mi trovo qui col microfono in mano e ho il non facile compito di intrattenervi, di far sì che sia valsa la pena di venire, e che non si è buttata via per niente una serata. Ho un grande rispetto per il vostro tempo. Guai sciupare un sabato sera in modo insulso, noioso e improduttivo. Niente magie, niente guarigioni, niente santismi e niente gurismi. Nulla di strabiliante in me. Dov’è allora l’interesse, lo spettacolo, la motivazione, il collante?
PARLIAMO DI PROPELLENTE PER LA NOSTRA FUORISERIE
Qualcosa di speciale e di straordinario ci deve pure essere. Partiti e sindacati fanno fatica a riempire le sale dei loro convegni, nonostante i bonus e i biglietti-treno gratuiti. Qui non parliamo di crociere finite male, non parliamo di scudetto e di retrocessione, non parliamo di borse in calo, ma parliamo di carburante, di benzina super adatta al nostro carburatore, alle nostre candele, al nostro spinterogeno, ai nostri filtri, al nostro motore. Parliamo cioè di quello che portiamo alla bocca più volte al giorno per nutrirci.
http://valdovaccaro.blogspot.com
(La via ippocratica e pitagorica verso la conoscenza del cibo per la salute del sistema mente-corpo-spirito, della Madre Terra e di tutte le sue creature)
(Conferenza di Spinea-Venezia dell’11/2/12 al Teatro Sala Barbazza)
IL LEONE DI SAN MARCO E IL GELO
Sul muro esterno della mia casa paterna, una delle più antiche della borgata di Tavagnacco, 10 km a nord di Udine, c’è uno stemma seicentesco che raffigura il Leone di San Marco. Era forse destino che facessi un po’ il Marco Polo per l’Asia e che sposassi pure una ragazza cinese. Un saluto alla grande Venezia, al Veneto e a voi tutti, gentile pubblico indomito ed infreddolito. Ci sono alcune seggiole vuote, ma siete sempre quasi duecento persone motivate. Non è uno scherzo muoversi di notte con l’umidità, il vento, il gelo e il rischio neve, e per ascoltare poi una predica.
LA PREDICA SUL CIBO E SUL COMPORTAMENTO
Una predica su quelle cose intime e personali che non vorremmo mai fossero messe in discussione, cioè il cibo e il comportamento. Una predica sul cibo, e per giunta contro le luganeghe e i crostoli in tempo di Carnevale. Una predica contro le frittelle, contro la polenta e baccalà, contro la polenta e osei, contro il grappino e il caffè, contro il prosecco e il digestivo.
LINO TOFFOLO E I FRATI TRAPPISTI
“Premesso che parlar male del vino suona già di provocazione, manca solo tirar via l’orgasmo e la fica, e poi chiudiamo baracca e burattini”, commenterebbe il gran mattacchione Lino Toffolo. Un saio marrone, un cilicio e via tutti dai frati. Non da quelli normali alla San Francesco, ma dai frati trappisti. Quelli che, anziché salutarsi con un “Ciao come stai” si dicono “Dobbiamo morire”, aspettando poi di ritorno non un “Salve” o un “A presto”, ma un “Morire dobbiamo”. Consolatevi, potrei anche chiudere un occhio sul frico e polenta, e persino su mezzo bicchiere di vino brulé, col ghiaccio che impera.
ATTIVISMO SOLLECITATO
So che tra voi ci sono alcuni artisti, come artisti sono gli organizzatori della serata, Wilde e Fabio, ai quali va il mio ringraziamento. In verità non sono un soggetto da palcoscenico, non sono disinibito ed esibizionista. Preferisco la calma, la riflessione, la solitudine tra i boschi. Fossi cantante-poeta sarei caratterialmente un tipo schivo e riservato alla Lucio Battisti, che si presentava al pubblico una volta ogni tre anni. Il mio intenso attivismo, fatto di conferenze e di articoli e tesine quotidiane firmate non è grafomania, ambizione o culto della personalità, ma è un meccanismo innescato da una marea di stimoli, di sollecitazioni, di messaggi che mi arrivano dal pubblico, da gente come voi qui presenti stasera.
IL TEMPO E’ UN CAPITALE DA NON SCIUPARE
Mi trovo qui col microfono in mano e ho il non facile compito di intrattenervi, di far sì che sia valsa la pena di venire, e che non si è buttata via per niente una serata. Ho un grande rispetto per il vostro tempo. Guai sciupare un sabato sera in modo insulso, noioso e improduttivo. Niente magie, niente guarigioni, niente santismi e niente gurismi. Nulla di strabiliante in me. Dov’è allora l’interesse, lo spettacolo, la motivazione, il collante?
PARLIAMO DI PROPELLENTE PER LA NOSTRA FUORISERIE
Qualcosa di speciale e di straordinario ci deve pure essere. Partiti e sindacati fanno fatica a riempire le sale dei loro convegni, nonostante i bonus e i biglietti-treno gratuiti. Qui non parliamo di crociere finite male, non parliamo di scudetto e di retrocessione, non parliamo di borse in calo, ma parliamo di carburante, di benzina super adatta al nostro carburatore, alle nostre candele, al nostro spinterogeno, ai nostri filtri, al nostro motore. Parliamo cioè di quello che portiamo alla bocca più volte al giorno per nutrirci.
martedì 20 dicembre 2011
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